Urs Althaus, dal pallone al mondo dello spettacolo

In Italia è molto conosciuto, soprattutto dagli appassionati di calcio, per aver interpretato il ruolo di Aristoteles nel film “L’allenatore nel pallone”. Ma Urs Althaus, attore svizzero di origini africane, calciatore lo era stato davvero. Prima di cambiare vita e conoscere la popolarità come modello e poi come attore.

Urs Althaus nasce a Herrliberg (Svizzera) il 25 febbraio 1956 (alcune fonti collocano la sua data di nascita tre anni più tardi), da padre nigeriano e madre svizzera. Non conosce il padre e viene cresciuto esclusivamente dalla madre. Frequenta sia la scuola primaria che secondaria ad Altdorf, proseguendo poi gli studi a Basilea e Zurigo. Durante il percorso scolastico si avvicina al calcio, militando nelle giovanili del Basilea e del Concordia Basilea. Arriva a vestire la maglia della selezione nord-ovest Under 21 della Svizzera, giocando tra il 1974 ed il 1976 nello Zurigo. Deve interrompere la carriera a vent’anni a causa di un infortunio. Ma il giovane Urs non si dispera, ed intraprende una strada che per lui si rivelerà densa di soddisfazioni.

Entra infatti nel mondo della moda: Urs è un bellissimo ragazzo, dal fisico atletico. Nel 1977 la rivista americana GQ lo mette sulla propria copertina, sul numero di novembre. Un momento storico, perché Urs Althaus diventa il primo modello nero a conquistare la prima pagina di una pubblicazione del settore (foto in basso). In questo modo la sua carriera come indossatore decolla, legandolo nel giro di pochi anni ai più prestigiosi marchi e stilisti: Giorgio Armani, Christian Dior, Yves Saint-Laurent, per citarne solo alcuni. Nel 1978 è co-fondatore e vice presidente esecutivo della Xtasy, prima importante agenzia internazionale di moda. All’inizio degli anni Ottanta, dirotta la sua attenzione anche al cinema durante i suoi soggiorni negli Stati Uniti.



Studia recitazione a New York, Los Angeles e Roma. La sua prima esperienza risale al 1981 nella serie tv “Progetto di vita” di Giuseppe Fina. Debutta sul grande schermo nel 1982 nei film “Lo squartatore di New York” di Lucio Fulci e “Oltre la porta” di Liliana Cavani, sebbene non risulti accreditato ufficialmente nei cast. Prosegue recitando nelle pellicole “I predatori dell’anno omega” ed “Il quartetto Basileus”. Il primo spazio degno di nota se lo guadagna nel 1984, nei panni del protagonista Jerry nella serie tv di Dino Risi “…e la vita continua”.

Nello stesso anno, viene scritturato da Sergio Martino per il suo film “L’allenatore nel pallone“, commedia sulle peripezie di una neopromossa in Serie A (la Longobarda) e del suo pittoresco allenatore Oronzo Canà, interpretato da Lino Banfi. Urs Althaus interpreta Aristoteles, sconosciuto attaccante brasiliano il quale si rivela la stella della squadra, che giunge alla salvezza all’ultima giornata. La pellicola di Martino riscuote successo e regala ad Althaus una grande popolarità nel nostro Paese. Tanto che, nonostante siano trascorsi trent’anni dal film, il personaggio di Aristoteles (foto in basso) rimane ben vivo. Sulla scia de “L’allenatore nel pallone” interpreta anche “Arrapaho”, con esiti ben minori.



Nel 1986 raggiunge la partecipazione più prestigiosa della carriera cinematografica ne “Il nome della rosa” di Jean-Jacques Annaud, basato sul romanzo di Umberto Eco. Interpreta il ruolo di Venantius. Althaus, attivo tuttora, ha poi recitato in numerose pellicole e serie televisive in Italia e all’estero. L’ultima sua esperienza, datata 2015, è stata nella storica serie tedesca “Das Traumschiff” (“La nave dei sogni”). Nell’agosto 2020 ha pubblicato la propria autobiografia (foto in basso).



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