Negli anni Novanta, il fenomeno Rosenborg popolò le praterie della Champions League e portò alla ribalta il calcio norvegese, mai così popolare prima dei bianchi di Trondheim. Il grande bomber di quella squadra era Harald Brattbakk, cognome difficile ma dal gol facilissimo. La sua particolarità è quella di aver scelto un dopo calcio molto particolare.

Harald Martin Brattbakk nasce a Trondheim (Norvegia) il 1° febbraio 1971. Attaccante centrale di buon fisico (178 cm per 70 kg), comincia con il piccolo Kolstad nelle serie minori. Poi, nel 1990, l’approdo al Rosenborg che già allora rappresentava il top a livello norvegese. La sua prima stagione si chiude con 14 presenze e 2 reti. Viene ceduto al Bodo/Glimt, dove inizia a far vedere le sue capacità realizzative. Tuttavia è il ritorno al Rosenborg (foto in basso), a partire dal 1994, che vede la sua esplosione.



Il sodalizio della capitale dà inizio al suo dominio incontrastato a livello nazionale nel 1992: uno strapotere assoluto, forse noioso, che vede il Rosenborg campione per 13 stagioni consecutive. Di conseguenza, gli uomini di Nils Arne Eggen riescono ad affacciarsi alla vetrina europea, riuscendo a sfruttarla adeguatamente. In quel periodo d’oro, i bianchi sono tra i protagonisti della Champions League nel corso di ben 11 annate. Un exploit continuativo che non solo consolida la bacheca e le finanze del club, ma rende popolari i giocatori di quella squadra come quasi nessun norvegese era stato in precedenza. Gli addetti ai lavori e gli appassionati fanno così conoscenza, tra gli altri, con il portiere Jamtfall, il capitano Skammelsrud ed il bomber Brattbakk.

Harald Brattbakk, forse più dei compagni, acquisisce popolarità grazie alla sua prolificità. Si laurea capocannoniere della Tippeligaen in 3 occasioni consecutive tra il 1994 ed il 1996 (con rispettivamente 17, 26 e 28 reti) e lascia nel 1997 Trondheim con uno score di quasi 150 gol in appena 4 stagioni, tra tutte le competizioni. Il Rosenborg coglie il miglior risultato europeo nella stagione 1996-97, grazie al raggiungimento dei quarti di finale della Champions League. Brattbakk passa al Celtic, per 2 milioni di sterline. Il bomber prova così l’esperienza estera.

In Scozia l’attaccante di Trondheim compone il fronte offensivo con un altro scandinavo: lo svedese Henrik Larsson, destinato a fare la storia del club con i suoi gol a grappoli. Brattbakk non riesce a calarsi totalmente nella nuova avventura, dove è costretto a fronteggiare le grandi aspettative e le pressioni di un altro tipo di calcio. Tuttavia, colora la sua permanenza a Glasgow con alcune istantanee memorabili: come la quaterna rifilata al Kilmarnock ed il gol della vittoria in campionato contro il St. Johnstone. Dopo aver giocato una manciata di match all’inizio dell’annata 1999-2000, chiude la storia con il Celtic (foto in basso) totalizzando solo 20 reti in poco più di 2 stagioni, coppe comprese. Una brusca frenata.



L’attaccante decide di rientrare in terra scandinava, ma non in patria: firma per il Copenhagen, dove nella seconda stagione in Danimarca conquista il titolo nazionale. Nel 2001 torna al primo amore, il Rosenborg: è qui che la sua carriera riprende quota, con altri 4 campionati in 5 anni ed altri 2 scettri di capocannoniere (17 gol in entrambi i casi). Con 181 segnature totali diventa il miglior marcatore nella storia del Rosenborg, di cui 166 in sole gare di campionato (secondo bomber di sempre dietro a Rushfeldt). A metà del campionato 2005 si accasa al Bodo/Glimt, altro sodalizio in cui aveva già militato, prima di ritirarsi. Può vantare di aver vinto il titolo in tutti e 3 i Paesi in cui ha giocato, oltre alle 17 presenze con 5 reti in Nazionale: non ha però avuto la possibilità di partecipare ad un Mondiale o un Europeo.



Nel 2006, durante un’intervista televisiva, Harald Brattbakk dichiara la sua intenzione di intraprendere la carriera di pilota aereo. Una scelta senza dubbio insolita e coraggiosa, per un uomo che ha conosciuto il successo… stando con i piedi sempre a terra e sull’erba. Si trasferisce negli Stati Uniti per studiare e conseguire il brevetto, iniziando poi la sua nuova professione (foto in alto) per la compagnia norvegese Helitrans. Nel 2008 scende di nuovo in campo per 5 partite con il Kolstad, sua primissima squadra. Dopo aver servito anche la Guardia Costiera del suo Paese, è diventato pilota per la Norwegian Air Shuttle, terza più importante compagnia aerea low-cost del continente europeo.

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