Campionato 1964-65. Il Napoli milita in Serie B e cerca la risalita, dopo aver fallito l’obiettivo nella stagione precedente. Viene richiamato sulla panchina partenopea il mitico Bruno Pesaola, autentico beniamino dei tifosi per il passato da giocatore. Farà di tutto per tenere unita la squadra e arrivare al traguardo. Proprio tutto…

Bruno Pesaola (1925-2015) è stato richiamato sulla panchina del Napoli, da poco presieduto da Pasquale Fiore, dopo l’ottavo posto nel campionato cadetto precedente. Un ritorno in A da centrare, stavolta. E allora ecco il ritorno del <Petisso> che per il pubblico partenopeo è un vero e proprio beniamino. Lo era stato da calciatore tra il 1952 e il 1960, come ala tutto dribbling e tiro, dopo essere arrivato in Italia dalla natìa Argentina nel 1947. Ma pure in panchina, perché aveva guidato i napoletani alla conquista della Coppa Italia 1961-62, per la prima volta di una squadra di B vincitrice dopo essere subentrato a gennaio ’62.

Ottobre 1964. Il Napoli si trova al secondo posto del campionato cadetto, dietro al Brescia. Due vittorie e quattro pareggi dopo sei turni, i partenopei sono imbattuti. Però non sono concesse variazioni al tema, tutti devono restare concentrati il più possibile sull’obiettivo di macinare punti per riconquistare la Serie A. Ma c’è qualcuno che evidentemente ha altri programmi e Pesaola, che vanta una buona schiera di confidenti in città, viene a sapere qualcosa: due suoi giocatori sembrerebbero dediti ad assidua vita notturna, allietati da passatempi piacevoli che però poco si confanno alla condotta di un atleta.

Come era solito fare con le scarpette ai piedi sull’erba, decide di <puntare> i dirimpettai di turno passando all’attacco. In che modo? Le testimonianze, riportate da Lo Sport Illustrato del 22 ottobre 1964, raccontano di un Pesaola beccato a girare per le strade di Napoli con occhiali neri e baffi posticci, allo scopo di indossare i panni di un vero detective! Con pazienza, ha voluto rendersi conto di persona dei comportamenti dei suoi calciatori.

Ora Pesaola ha visto ed ha parlato chiaro con gli interessati dopo di che la sua attività di detective privato è finita ed ha potuto riporre occhiali e baffi finti“: non è dato sapere il nome dei giocatori coinvolti e smascherati in diretta dal <Petisso>. La sceneggiata dell’allenatore non era passata inosservata e aveva suscitato grande curiosità, visto il suo fare circospetto. L’ex ala ha sorpreso così, anni dopo il suo ritiro dall’agonismo, due giocatori che si era trovato di fronte con un guizzo d’istinto: come ai tempi d’oro. Al termine del campionato, il Napoli giunse secondo e ritrovò la Serie A. E si può dire che il suo allenatore si fosse donato anima e corpo alla causa!