Francesco Rizzo (1943-2022), la Calabria alla ribalta

Ieri è scomparso a 79 anni Francesco Rizzo (nella foto di copertina con Roberto Boninsegna e Gigi Riva), interno di Cagliari, Fiorentina, Genoa e della Nazionale: malato da tempo, è stato il primo calabrese chiamato in azzurro.

Dalla Calabria alla conquista dell’Italia. Francesco Rizzo nacque a Rovito (Cosenza) il 30 maggio 1943. Comincia sul serio con il pallone nel capoluogo cosentino alla fine degli anni Cinquanta, vincendo il campionato di Serie C al primo anno da professionista nel 1960-61: resterà l’unica annata da calciatore nella sua terra. Interno di ottime capacità tecniche e buon tiro, viene notato immediatamente dal Milan. Con i rossoneri non riuscirà mai a giocare una partita ufficiale, limitando la sua esperienza a qualche amichevole accanto a un altro classe ’43 di talento: Gianni Rivera.

La successiva esperienza all’Alessandria si rivela positiva e così cambia di nuovo casacca, grazie all’ingaggio del Cagliari (foto in basso) nel 1962. Il diciannovenne Rizzo aiuta i sardi a raggiungere la Serie A per la prima volta nella loro storia, disputando sei campionati nell’Isola e mettendosi in luce anche a livello nazionale. Il rendimento del calabrese non sfugge al selezionatore azzurro Fabbri, il quale lo convoca alla fine dell’annata 1965-66 prima della Rimet inglese. Si tratta del primo rappresentante calabrese in Nazionale.

Entra nella ripresa di Italia-Bulgaria a Bologna, realizzando una doppietta nel 6-1 finale. Un ottimo biglietto da visita che, unito alla seconda apparizione contro l’Argentina quattro giorni dopo, convince il C.T a convocarlo per il Mondiale. Tuttavia Rizzo non potrà mai sfoggiare in campo il numero 20, in quanto mai utilizzato da Fabbri.

Nel 1967 partecipa alla celebre trasferta del Cagliari negli Stati Uniti, dove i sardi si “trasformano” nei Chicago Mustangs. Il nostro disputa 10 incontri, realizzando 4 reti nell’insolita tournée. La sua avventura con l’Italia (foto in alto) prosegue con qualche convocazione di Valcareggi: tuttavia senza mai più vedere il campo. Chiude con due presenze e due reti in azzurro.

Nell’estate 1968 è protagonista di un celebre scambio di mercato che vede coinvolte Cagliari e Fiorentina (foto in alto, primo da destra, insieme a Amarildo, Merlo, De Sisti e Pesaola): Rizzo in viola, Brugnera e Albertosi in Sardegna. Con la compagine toscana vince lo scudetto nella stagione d’esordio. Due campionati con i gigliati, altrettanti al Bologna (una Coppa di Lega italo-inglese vinta), idem al Catanzaro. Nel ’74 passa al Cesena, dove non metterà mai piede in campo per passare al Genoa. In rossoblù gli ultimi cinque tornei della carriera, prima del ritiro a 36 anni. Con degli score praticamente uguali tra Serie A e B, totalizza 454 presenze e 73 gol.

Nel post agonismo ritorna nella “sua” Cosenza, dove tutto era iniziato. Stavolta come dirigente. Lo riabbraccia la Fiorentina, e in viola si occupa del settore giovanile, così come in altre società minori. Stabilitosi in Toscana e malato da tempo, è scomparso ieri pomeriggio all’età di 79 anni, il giorno prima dell’anniversario della morte del fratello maggiore Armando.

Una curiosità: Francesco, soprannominato “Cicillo” o semplicemente Franco, non è stato l’unico calciatore di livello nella famiglia Rizzo. Il fratello Camillo, noto Lillo, è stato una bandiera del Ravenna tra gli anni ’50 e ’60.

Pubblicato il 18 luglio 2022 | MondoSportivo.it | Link originale)

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